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“Restart Scampia” sarà davvero un nuovo inizio?

Il 2020 ha consacrato un altro importante evento accaduto a Napoli nei primi mesi dell’anno: l’abbattimento quasi totale delle vele di Scampia, ma partiamo con ordine. Le Vele di Scampia, oggi, sono conosciute soprattutto per essere state...


Il 2020 ha consacrato un altro importante evento accaduto a Napoli nei primi mesi dell’anno: l’abbattimento quasi totale delle vele di Scampia, ma partiamo con ordine.

Le Vele di Scampia, oggi, sono conosciute soprattutto per essere state il set centrale del film “Gomorra” di Roberto Saviano nel 2008. Grazie, infatti, all’enorme successo di questo prodotto cinematografico, anche le Vele fanno il giro del mondo; ma da dove nasce questo progetto, come è diventato così e cosa sarà in futuro è tutt’altra storia.

Il complesso delle Vele nacque nella parte Est di Napoli (zona Ponticelli), da un enorme terreno che venne diviso in blocchi nel 1962 e messo al centro di un progetto che comprendeva sette strutture abitative, quattro nel lotto di terreno M – dove sorsero le vele A, B, C e D – e tre nel lotto L – ovvero F, G e H. Alla base di questa organizzazione progettistica un lavoro svolto nel 1960 da André Minangoy per la Baie des Anges di Villeneuve-Loubet, che diversamente dalle Vele, fu un progetto di enorme successo.

Alla base di questi edifici c’era un’idea di condivisione e di unità, infatti, l’intento era quello di costruire, in quella distesa di terreno, una città nella città, dove la popolazione potesse relazionarsi senza problemi ed eliminando qualsiasi distanza. Tuttavia, non è mai andata così. La socialità che era il fulcro del progetto, è diventata criminalità e le Vele di Scampia sono diventate un “ghetto”.  Le cose peggiorarono dopo il terremoto del 1980 nell’Irpinia, quando furono tantissime le persone rimaste senza una casa e che occuparono abusivamente gli alloggi alle Vele. A giovare a quel sistema criminoso sono varie e diverse le cause, la prima fu l’arrivo tardivo del primo commissariato di Polizia nella zona, arrivato solo nel 1987; un altro particolare fondamentale era proprio la sua posizione: dai palazzi collegati tra loro per consentire eventuali fughe dalle Forze dell’Ordine, ai vari collegamenti tra quella zona di Scampia e il resto di Napoli.

Proprio per questo motivo tra il 1997 e il 2003 furono abbattute molte di queste “vele”, fino al 2016 quando una delibera stabilì l’eliminazione anche delle restanti per lasciarne soltanto una, la vela azzurra, da riqualificare. Quelle rimaste, infatti, già negli anni ’90 erano quelle del lotto M che presero il nome ognuna di un colore diverso: verde, rossa, gialla e azzurra. Dal 2016 ad oggi nulla di questo progetto si mosse, fino a quest’anno, quando in luglio è stata abbattuta la prima vela, quella verde. Con questo atto è partito quindi il progetto, chiamato “Restart Scampia”, voluto da tutta la popolazione confinante e ufficializzato dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris, con un budget di 27 milioni di euro. Secondo “Restart Scampia”, la vela celeste sarà, quindi, bonificata: diventerà sede di alcuni uffici comunali della Città Metropolitana e centro di un grande progetto, finalizzato a dare a questa parte di Napoli una nuova luce.


Sara Esposito

Direttore Editoriale

Sara Esposito. Nasce a metà degli anni ’90 in provincia di Napoli. Laureata in lingue e culture straniere presso l’”Orientale” di Napoli, ad oggi continua i suoi studi, dedicandosi all’informazione e all’editoria. Ama leggere e inventare, ha diversi hobby. Nella vita di tutti giorni è una ragazza intraprendente, con tanta voglia di mettersi in gioco, di imparare e di riuscire. Tutti i suoi obbiettivi devono diventare traguardi, e con essi la voglia di affrontare nuove sfide ed esperienze.

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